Il nostro sito web utilizza i cookie per migliorare e personalizzare la tua esperienza e per mostrare eventuali annunci pubblicitari. Il nostro sito può includere anche cookie di terze parti, come Google Adsense, Google Analytics e YouTube. Utilizzando il sito web, acconsenti all’uso dei cookie.

Abbiamo aggiornato la nostra Informativa sulla Privacy. Clicca sul pulsante per consultarla.

Angelus di Santo Stefano, Papa Leone: “La fede più forte delle armi perché non vede solo il buio”

CITTÀ DEL VATICANO – All’Angelus di oggi, festa di santo Stefano, Leone XIV ricorda che, sull’esempio del primo martire del cristianesimo, è possibile scegliere la giustizia anche se costa, anteponendo pace e poveri a paura ed egoismo. Con la gioia e la forza della fede: il cristiano “non ha nemici” e persino nella morte non vede solo il buio
Una forza “più vera di quella delle armi”. E una gioia che potrebbe sembrare “impossibile”, specie nell’“incertezza” e “sofferenza” del mondo attuale, dove chi “crede alla pace” scegliendo “la via disarmata di Gesù e dei martiri” si ritrova spesso “ridicolizzato, spinto fuori dal discorso pubblico e non di rado accusato di favorire avversari e nemici”. È una storia che non smette di essere attuale, anche se “vecchia” circa duemila anni. Oggi, 26 dicembre, festa di santo Stefano protomartire, Leone XIV ricorda nella sua meditazione per l’Angelus il primo martire della storia del cristianesimo.
Affacciatosi dalla finestra dello studio privato del Palazzo Apostolico Vaticano in una mattinata soleggiata, il Papa si rivolge ai presenti in piazza San Pietro e attinge all’esempio di chi con coraggio diede la vita come primo testimone della fede cristiana, per garantire che ancora oggi “dovunque nel mondo c’è chi sceglie la giustizia anche se costa, chi antepone la pace alle proprie paure, chi serve i poveri invece di sé stesso”.

Articoli Correlati