ROMA – Nella Capitale si apre un nuovo spazio dedicato all’arte contemporanea diventando anche un punto di riferimento per artisti emergenti da tenere sott’occhio. La ContArt Gallery inaugura la mostra “Tracce di futuro: la resistenza silenziosa della materia”, bipersonale di Titti Faranda e Michel Oz, visitabile fino al 31 dicembre 2025. Un progetto che mette in dialogo due espressioni artistiche accomunate dalla necessità di interrogare e fissare il presente a partire da ciò che esso tende a rimuovere. Il punto di contatto tra i due percorsi è la materia, intesa come deposito di storie. In mostra, materiali industriali dismessi, frammenti urbani, superfici segnate dal tempo diventano veicolo di una riflessione più ampia sulla memoria collettiva e sulle forme di resistenza che si annidano negli interstizi della quotidianità.
Nel lavoro della siciliana Titti Faranda, l’attenzione al sociale passa attraverso una relazione ravvicinata con i materiali dove plastica, metallo, tessuti e residui industriali conservano le tracce della loro funzione passata che rivive una seconda vita dopo un ciclo produttivo concluso.
L’italo-argentino Michel Oz, si nutre delle opere che nascono dal prelievo diretto di manifesti urbani, slogan politici e messaggi pubblicitari consumati dal tempo. Attraverso collage e sovrapposizioni, questi frammenti effimeri vengono sottratti al flusso incessante dello spazio pubblico e restituiti come immagini dense, cariche di tensioni e contraddizioni. Se le sue opere appaiono come citazioni di Mimmo Rotella , in realtà gli strappi seguono un percorso narrativo diverso che riorganizza le voci di una società sovraesposta e rapidamente consumata. In entrambi i casi nelle opere dei due artisti in mostra ciò che resta è una traccia di futuro, un indizio, una possibilità di rilettura critica del presente.
