USA – Il caso giudiziario che aveva visto Meta, l’azienda di piattaforme social di Mark Zuckerberg, trascinata in tribunale da ben 26 Stati federali con l’accusa che i suoi prodotti avrebbero danneggiato i bambini producendo dipendenza e di conseguenza l’azienda avrebbe ingannato il pubblico sulla loro sicurezza.
Quattro degli stati coinvolti – California, Colorado, Kentucky e New Jersey avevano richiesto sanzioni civili per un totale di quasi 200 miliardi di dollari.
Zucherberg ha deciso per un accordo per evitare il proseguimento del processo e le modifiche che saranno apportate alle piattaforme potrebbero essere un contributo al tentativo di altri paesi a limitare l’accesso ai minori. L’Australia ha già introdotto il divieto ai minori di 16 anni ma non c’è riuscito a Macron in Francia con un provvedimento respinto in Parlamento.
Meta si è impegnata a limitare l’utilizzo di Facebook e Instagram da parte degli adolescenti a due ore al giorno nei prossimi dieci anni e a bloccare completamente l’accesso dalle mezzanotte alle 6 del mattino, in assenza del consenso dei genitori.
Meta disattiverà inoltre la maggior parte delle notifiche push per gli utenti adolescenti durante l’orario scolastico, dalle 8:00 alle 15:00, e rafforzerà le misure per impedire ai minori di accedere a contenuti con restrizioni di età.
Per Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro, l’accordo Meta segna un passaggio importante verso la “safety by design”, con la tutela dei minori integrata nella progettazione stessa delle piattaforme. Ma resta un nodo aperto che non può interessare la piattaforma ma chi vigila su queste quando un ragazzo manifesta online segnali di grave sofferenza, autolesionismo o ideazione suicidaria? Per Caffo servono protocolli chiari e una rete stabile tra piattaforme, servizi sanitari, autorità e organizzazioni specializzate.
Accordo Meta sulle dipendenze da social. Ecco cosa cambia

