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La 44ma Guida dei Locali Storici d'Italia tra aneddoti e arte della mixology

La 44ma Guida dei Locali Storici d'Italia tra aneddoti e arte della mixology
(PRIMAPRESS) - NAPOLI -  Da lunedì 27 luglio sarà in distribuzione in tutta Italia, la 44° Guida ai Locali storici d’Italia” che raccoglie alberghi, ristoranti, pasticcerie e caffè che in oltre un secolo di attività sono stati riferimenti per la storia del paese. Diciotto di questi locali sono in Campania con Sorrento a fare da punta di diamante. E’ lì nella penisola sorrentina che si trovano aggrappati sulla costa che si protrae verso Capri, hotel storici come il Bellevue Syrene, l’Imperial tramontano e il Royal  ma anche il Cocumella di Sant’Agnello di Sorrento che si intreccia con storie d’amore del poeta inglese Percy Bysshe Shelley. Una nota a parte merita l’Excelsior Vittoria che ha ospitato il tenore Enrico Caruso e a lui ha dedicato una suite che guarda il Golfo di Napoli ma qui c’è anche, il bartender segnalato come miglior barista al mondo da Forbes in tre annate distinte, Colin Peter Field, che ha creato il Sorrentino in onore del presidente e ceo della struttura, Guido Fiorentino.
La guida di quest’anno, edita dall’Associazione Locali storici d’Italia - senza scopo di lucro e patrocinata dal ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo -, accende i riflettori proprio sulla mixology, l’arte di miscelare, con un itinerario da Nord a Sud tra i santuari del cocktail e dell’alchimia in bicchiere.
Per Enrico Magenes, presidente dell’Associazione Locali storici d’Italia: “La guida è un viaggio nel tempo tra le pietre miliari del turismo culturale nel nostro Paese, un tour tra i pionieri dello stile e del gusto made in Italy che raccontano, concretamente, la nostra storia”.
Il viaggio tra i 18 locali storici campani non dimentica ricette segrete e tradizioni di famiglia, ma anche gli aneddoti sui personaggi storici e le frequentazioni più famose e curiose, nazionali e internazionali. Se il Gran Caffè Gambrinus di Napoli era la meta di D’Annunzio (qui scrisse i versi di ‘A vucchella’), Hemingway, Sartre, Croce, Marinetti e anche dei fondatori del quotidiano ‘Il Mattino’, Oscar Wilde nel 1897 si rifugiava invece nella fabbrica cioccolato Gay-Odin, frequentata anche da Eduardo De Filippo. Nella guida non potevano mancare la pizza e gli altri piatti tipici della cucina napoletana del ristorante Umberto (sempre a Napoli) dove negli anni Trenta il genio matematico, Renato Caccioppoli, riuniva a tavola i più bravi talenti della città in materia. Qui, l’ex imperatore del Giappone, Akihito, Kennedy e Anthony Quinn hanno scoperto la vera pizza napoletana.
Nella Guida, la Campania è al sesto posto nella classifica regionale per densità di locali storici (7 a Napoli e altrettanti a Sorrento; 1 a Sant’Agnello di Sorrento, Amalfi, Capaccio Paestum e a Massa Lubrense).
Gli alberghi, ristoranti, pasticcerie-confetterie-caffè letterari e fiaschetterie segnalati dalla Guida, oltre alla storicità, devono conservare ambienti e arredi originali (o comunque che testimonino le origini del locale), ma anche presentare cimeli, ricordi e documentazione storica sugli avvenimenti e sulle frequentazioni illustri. - (PRIMAPRESS)