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Amici 19: il serale aperto dalle "Sardine"

  • di Flavia Picone
  • in Radio&Tv
(PRIMAPRESS) - ROMA - Hanno aperto loro questa edizione 2020 la numero 19 del serale di "Amici", il fortunato talent show di Maria De Filippi. Le "Sardine" hanno lancirato il loro messaggio contro l'odio da uno degli studi più seguiti del panorama televisivo italiano.

Ecco i passaggi fondamentali della testimonianza delle Sardine ad Amici.

JASMINE CRISTALLO:
Non mi sarei mai aspettata di ritrovarmi un giorno in questo programma: non so ballare e al massimo ho cantato al karaoke. Parlare davanti ad un pubblico mi fa sempre moltissima paura e per essere qui stasera sono stata costretta a scendere a compromessi con lei: la paura. Io non ho ceduto alla sue pressioni ma la paura é sempre qui salda accanto a me. La paura è un’emozione potentissima e se scatta difronte ad un pericolo reale ci salva la vita, ma se scatta difronte ad un pericolo immaginario può renderti prigionieri. Cavalcare la paura istigando all’odio, produce ostilità, violenza, intolleranza. L’unica cosa che possiamo fare è reagire e dire basta! Basta paura! Pratichiamo la bellezza. Ovunque. Basta volerlo.

LORENZO DONNOLI:
Non è così facile riconoscere il bello in se stessi. Se poi sei un ragazzo autistico che pensa alla Luna e anche omosessuale è un bel casino, allora ci vuole coraggio. Ho avuto paura di essere me stesso. Mi è capitato di aver pensato una cazzata: che fosse meglio morire invece che vivere come pensavo mi volessero gli altri. E invece no... È una figata essere se stessi!! In un mondo in cui una ragazza che vive la mia stessa condizione, come Greta, e che ci allarma su un qualcosa che tocca tutti noi viene sbeffeggiata.
E io posso rischiare di nuovo di tornare a casa preso a bottigliate. Mentre un bimbo muore in fondo al mare con la sua Pagella cucita addosso NOI non possiamo restare immobili. Cambiare noi stessi è gratis. Salviamoci con la cultura e l’amore.

MATTIA SANTORI:
80 anni fa una bambina ebrea rinchiusa nei campi di concentramento sognava di essere una farfalla e di volare sopra il filo spinato, nello stesso momento il popolo italiano decideva di smettere di essere servo e sognava una Costituzione, qualche anno dopo un prete americano sognava un mondo in cui neri e bianchi potessero condividere gli stessi diritti. Il filo comune di queste persone era soltanto uno. La paura. Un sentimento che preannuncia che stai per passare dall’ordinario allo straordinario. I ragazzi qui dietro stanno avendo paura. Noi stessi abbiamo avuto paura. E questo è il nostro augurio. Di avere paura, di superarla. Ogni giorno. Perché la bellezza è a portata di mano. - (PRIMAPRESS)