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L'Italia senza memoria e delle mancate risposte nel libro di Gian Maria Fara (Edizioni Minerva)

L'Italia senza memoria e delle mancate risposte nel libro di Gian Maria Fara (Edizioni Minerva)
(PRIMAPRESS) - ROMA - Se proviamo a riflettere quali fragilità ha messo in evidenza questa emergenza sanitaria in Italia, ci accorgiamo della miopia della politica e dei suoi interventi in tutti questi anni. Popolazione anziana, sanità carente per strutture, personale medico sottodimensionato, ricerca precaria e finanziamenti inesistenti sulle nuove frontiere della medicina hi-tech e di prevenzione, sono questioni affiorate con forza durante questi mesi. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva elogiato la nostra ricerca quando è stato isolato il virus che ha generato la pandemia ma ci siamo accorti che avevamo ricercatori precari che vi stavano lavorando e che alla ricerca, nella manovra finanziaria di gennaio 2020, avevamo destinato un bel nulla.  
L’Italia di queste contraddizioni e di molte altre come quelle messe in evidenza da Gian Maria Fara, il sociologo e presidente dell’Eurispes che con il suo volume “Il Paese del nì. 100 appunti per cercare di capire un paese complicato (Edizioni Minerva), affronta temi che “sommersi dal diluvio dell’informazione, tendono a cancellare l’origine delle cose”. Con un prefazione del costituzionalista Michele Ainis, queste “piccole particelle di memoria”, come le definisce Fara, aiutano a recuperare il ricordo e la consapevolezza dell’accadimento dei fatti e delle ragioni che quei fatti hanno originato.  
Il volume è una raccolta di riflessioni ad ampio raggio, scritte nell’arco degli ultimi sette anni (2019/2013): un lasso temporale attraversato da cambiamenti politici e piccole grandi rivoluzioni di scenario, anche socio-culturale. Un settennio che ha visto l’Italia passare da governi “non eletti” all’ascesa del Movimento 5 Stelle e dell’“esperimento gialloverde”; un periodo di tempo attraversato da due campagne elettorali europee, due campagne elettorali nazionali e numerose consultazioni regionali.
Il gioco di ricostruzione del “day by day”, che costituisce la struttura del testo, è invertito dal punto di vista temporale: la prima nota è l’ultima scritta in ordine cronologico. Andando avanti nella lettura, è evidente l’attualità del pensiero: ciò che è stato scritto sette anni fa torna ad essere quanto mai attuale, nonostante lo scenario sia (apparentemente) cambiato.
Ainis scrive nella sua prefazione: “Siamo rimasti intrappolati in una rete di inefficienze e di egoismi, pubblici e privati, individuali e collettivi. Venirne fuori sarà dura, ma non potremo mai riuscirci senza una più matura consapevolezza dei guai che abbiamo sul groppone”. - (PRIMAPRESS)