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Rapporto Censis: la Tv tradizionale perde colpi ed avanza la web tv dei nativi digitali

Rapporto Censis: la Tv tradizionale perde colpi ed avanza la web tv dei nativi digitali
(PRIMAPRESS) - ROMA - I telespettatori invecchiano e i nativi digitali crescono e la fruizione della Tv tradizionale perde qualche colpo a favore della Web Tv che combina palinsesti on demand e ritagliati a misura di passaioni. E’ quanto emerge dal rapporto del Censis sulla comunicazione e i media presentato oggi a Roma.
Nel 2019 la fruizione della televisione è stabile, ma si registra una flessione dei telespettatori della tv tradizionale (il digitale terrestre segna -2,5% in un anno), mentre resta salda l'utenza della tv satellitare (-0,1%) e crescono significativamente la tv via internet (web tv e smart tv salgono al 34,5% di utenza: +4,4% in un anno) e la mobile tv (che è passata dall'1% di spettatori nel 2007 all'attuale 28,2%, con un aumento del 2,3% solo nell'ultimo anno). Il Rapporto è promosso da Agi, Intesa Sanpaolo, Mediaset, Rai, Tv2000 e Wind Tre ed è presentato oggi a Roma presso la Sala Zuccari del Senato da Massimiliano Valerii, direttore generale del Censis, e discusso a Massimo Angelini, direttore Public Affairs, Internal & External Communication di Wind Tre, Salvatore Ippolito, amministratore delegato di Agi, Vincenzo Morgante, direttore di rete e delle testate giornalistiche di Tv2000, Roberto Nepote, direttore Marketing della Rai, Gina Nieri, consigliere di Amministrazione di Mediaset, e Giuseppe De Rita, presidente del Censis. Il Rapporto dice anche che la radio continua a rivelarsi all'avanguardia dentro i processi di ibridazione del sistema dei media. Complessivamente, i radioascoltatori sono il 79,4% degli italiani, stabili da un anno all'altro. Ma se la radio ascoltata in casa attraverso l'apparecchio tradizionale perde 5,3 punti percentuali di utenza, l'autoradio è stabile (+0,3% rispetto all'anno precedente) e l'ascolto delle trasmissioni radiofoniche via internet con il pc (lo fa il 17,3% degli italiani, +0,3%) e soprattutto attraverso lo smartphone (con una utenza arrivata al 21,3%, pari a +0,6% rispetto a un anno prima) è sempre più rilevante. - (PRIMAPRESS)