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Monte dei Pegni: quel micro credito che sostituisce le banche nella tenuta sociale

Monte dei Pegni: quel micro credito che sostituisce le banche nella tenuta sociale
(PRIMAPRESS) - ROMA - Il Monte dei Pegni da sempre costituisce una sorta di sensore del disagio sociale ed economico che ha attraversato il paese in varie epoche. I dati di questi mesi registrano un numero crescente degli italiani che per avere velocemente in tasca liquidità in tempi di ristrettezze economiche a causa del lockdown e dall'epidemia di Covid-19 fanno ricorso al monte dei pegni. Lo conferma  Rainer Steger, condirettore generale di Affide, la più grande società attiva nel campo del credito su stima nel nostro Paese. "Abbiamo avuto un incremento di circa il 30% sull'operatività allo sportello, non soltanto però per i nuovi clienti -precisa Steger -ma anche fra chi veniva a rinnovare la polizza o per il riscatto. Specialmente nelle ultime due settimane stiamo però notando nuovi clienti che hanno letto o che sono venuti a sapere che questo prodotto è un po' particolare e anche un po' diverso rispetto al prestito bancario. Non chiediamo garanzie, cedolini, redditi e quant'altro -continua- ma solo che il cliente lasci in pegno un oggetto: poi i nostri esperti valutano e solo in base a quello viene concesso il credito". Si tratta dunque di un percorso "molto meno burocratico, dopo neanche mezzora il cliente esce con i soldi in mano". Il credito su pegno rientra tra le attività finanziarie che i vari Dpcm hanno definito essenziali e dunque l'attività del settore, e quindi della stessa Affide, finora non si è mai fermata. Presente in tutto il Paese con 43 filiali e oltre 100 sportelli,  Affide ha inoltre deciso di sospendere in questo periodo particolare la messa in asta di tutte le polizze scadute e non rinnovate nel periodo compreso tra inizio gennaio 2020 e la fine di aprile 2020. In pratica, quando scade la polizza sottoscritta, il cliente può decidere se rinnovarla (e quindi prolungare il prestito), riscattare il proprio bene o mandarlo all’asta. "Il 95% dei clienti solitamente sceglie comunque il riscatto -sottolinea Steger- perchè si tratta tendenzialmente di clienti che sanno di poter superare la difficoltà momentanea”. Una situazione completamente estranea alle attività bancarie il cui sistema di erogazione di micro credito è completamente fuori dalla contemporaneità della crisi economica. Ma c'è anche un altro risvolto che emerge ed è quello ipotizzato dal Viminale che a surrogare l'attività di aiuto a piccole imprese in difficoltà ci sia la criminalità con attività di usura. - (PRIMAPRESS)