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Il dispositivo per la respirazione assistita MVM, nato da una ricerca italiana, ha avuto la certificazione della FDA

Il dispositivo per la respirazione assistita MVM, nato da una ricerca italiana, ha avuto la certificazione della FDA
(PRIMAPRESS) - MILANO - Si chiama Milano Ventilatore Meccanico (MVM), in omaggio alla città da dove è partita l’idea progettuale dell’innovativo dispositivo per la respirazione assistita nelle terapie di Covid-19. Si tratta di un progetto nato in Italia e sviluppato in poco più di un mese da un’ampia collaborazione scientifica internazionale, il tempo sufficiente per ottenere la certificazione di emergenza (EUA, Emergency Use Authorization) della FDA Food and Drug Administration, l’ente certificatore statunitense. Ora il dispositivo sanitario di terapia intensiva, potrà quindi entrare nelle dotazioni degli ospedali dei Paesi che riconoscono la certificazione americana. MVM è stato appositamente ideato per essere facilmente e velocemente prodotto ovunque: è un dispositivo sicuro ed efficace, perché dotato di un sistema di controllo avanzato che consente le diverse modalità di ventilazione per agire efficacemente ma al contempo delicatamente sui polmoni, ed è caratterizzato da un progetto ad accesso libero, e un design meccanico semplice basato su componenti di facile reperibilità sul mercato, così da poter essere prodotto su larga scala, a costi contenuti e nei diversi Paesi. In Italia il progetto ha avuto fin da subito il supporto dell’INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, delle Università di Milano-Bicocca, Milano Statale, Napoli Federico II, GSSI Gran Sasso Science Institute, degli istituti STIIMA e ISTP del CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche.
L’arrivo di questo dispositivo coincide anche con la forte polemica scoppiata in Gran Bretagna per una ingente partita di respiratori Made in Cina che non erano risultati idonei al controllo della task force sanitaria inglese mettendo in difficoltà le unità di terapia intensiva d’oltremanica.  - (PRIMAPRESS)