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Sanità: l'urgenza di riformare il 118. L'appello del servizio alla ministra Grillo

Sanità: l'urgenza di riformare il 118. L'appello del servizio alla ministra Grillo
(PRIMAPRESS) - ROMA - Il Sistema 118 richiede una riforma legislativa nazionale che non non può più essere disattesa. A dirlo sono i vertici dello stesso 118 con una nota inviata alla ministra della Salute, Giulia Grillo. I fatti di cronaca di quest’ultimo periodo hanno evidenziato su tutto come la ridotta formazione dell’equipe medico-sanitarie sulle autoambulanze abbiano prodotto dei disservizi ma anche la realizzazione del numero unico europeo non ha aiutato a ridurre i tempi d’intervento nei soccorsi che in molti casi diventano essenziali per salvare una vita umana. “Lancio un nuovo appello accorato, urgentissimo, al Governo ed, in particolare, al Ministro Grillo, affinchè si faccia carico di questo mandato che, a gran voce, viene richiesto dai cittadini e, pur secondo prospettive differenti, dagli operatori tutti di Sistema”. Scrive nella sua nota il presidente del SiS 118, Mario Balzanelli che qui riportiamo integralmente per chiarire le questioni sospese per garantire l’organizzazione di un servizio efficace sul territorio nazionale. “Occorre sancire agli atti legislativi nazionali un modello di Sistema 118 finalmente uniforme, omogeneo e di eccellenza per tutti i cittadini italiani, non invece così completamente difforme, come si evidenzia comparando la realtà dei Sistemi 118 delle varie regioni. Non si può pensare, neanche per un istante, che sia irrealistico traguardare un modello “base” di Sistema 118 uniforme sul territorio nazionale. Non si può non considerare che modelli troppo diversi di Sistema 118 possano incidere sulla qualità reale delle prestazioni di soccorso poste in essere, in contesto operativo tempo dipendente, a tutela delle persone in potenziale/imminente pericolo di vita, dovendo istituzionalmente questi Sistemi assicurare in tutti i casi, con medesimo parametro di qualità prestazionale, le stesse garanzie costituzionali rese al cittadino – utente riguardo “la tutela della salute come fondamentale diritto dell’individuo ed interesse della collettività” (art. 32 della Costituzione Italiana). È inaccettabile che uno stesso cittadino italiano, a seconda della località in cui possa sentirsi male, ed eventualmente trovarsi in pericolo di vita (codice rosso), riceva una risposta organizzativa di soccorso istituzionale del 118 effettuato da parte di equipaggi, seppur certificati ed addestrati al meglio per le proprie competenze, nei cui contesti operativi, a seconda dei vari modelli, in alcuni casi non vi è né il medico né l'infermiere, oppure vi è l'infermiere ma non il medico, oppure sono presenti sia il medico che l'infermiere. Assurdo non aver stabilito, da parte del legislatore, quale doverosa garanzia di standard prestazionale di soccorso da assicurare in modo equo sul territorio nazionale ai pazienti critici e quindi, potenzialmente, a 60 milioni di italiani, un indice specifico di medicalizzazione ed insieme di infermierizzazione degli equipaggi del Sistema 118, che assicuri, a livello dei vari territori regionali, un livello di cure realmente omogeneo e di concrete “pari possibilità di accesso”, come peraltro in piena conformità ai principi sanciti dalle politiche di qualità in Medicina e dai LEA, per tutti i cittadini. Irricevibile, pericolosissimo, aver consentito, da parte del legislatore nazionale e regionale, che siano stati legittimati modelli di Sistema 118 riguardo le cui operatività sui pazienti critici il medico e l’infermiere possano operare, in modo così prevalente, completamente disgiunti l'uno dall'altro, funzionalmente disaggregati, di fatto distanti tra loro, tante volte proprio in quei pochi minuti così drammaticamente indispensabili, e pertanto, nel binomio imposto dalla criticità stessa dell'emergenza perché vengano assicurate le indispensabili competenze professionali affiancate e funzionalmente integrate, distanti rispetto al paziente. Indispensabile ridefinire, potenziandole, le modalità di governance di Sistema, sancire l’indispensabilità di definizione agli atti regionali delle piante organiche del personale sanitario dedicato, medico ed infermieristico, del Sistema 118, prevedere contratti proporzionati rispetto al tenore usurante dei carichi di lavoro nonchè ai parametri oggettivi di rischio ambientale (individuabili nel contesto della operatività in scenari pericolosi e/o ostili, come riportato numerosissime volte dalle cronache per le aggressioni al personale in servizio). Necessario rinforzare la rete dei mezzi di soccorso del SET 118 nazionale, perché vengano istituzionalmente garantiti tempi di percorrenza coerenti con gli standard legislativi previsti dal legislatore per interventi in area urbana ed extraurbana. Fondamentale definire, una volta per tutte, la figura dell’autista – soccorritore, pilastro determinante del Sistema, istituendo il relativo profilo professionale. Doveroso allocare per il Sistema di Emergenza Territoriale 118 nazionale risorse adeguate al ruolo cardine e determinante che lo stesso ha nella Sanità nazionale, considerato che destinare al Sistema 118 nazionale appena l’1.7% della spesa sanitaria nazionale, Sistema a cui, in caso di necessità, si affida la vita di ciascuno di noi, è decisamente inaccettabile. Il Governo ed il Ministro Grillo attivino al più presto i lavori. Mario Balzanelli - Presidente Nazionale SIS 118 - (PRIMAPRESS)