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Il terremoto ai microfoni di Radio Maria: frasi shock contro la comunità LGBTI

(PRIMAPRESS) - Le frasi sconcertanti di padre Giovanni Cavalcoli, docente di teologia in Emilia Romagna, proferite ai microfoni di Radio Maria sul castigo divino per i sisma in Italia hanno scatenato grandi polemiche e legittime reazioni da parte delle associazioni LGBTI. Frasi che hanno messo in imbarazzo la Santa sede, come confermato dall’intervento dell’arcivescovo Angelo Becciu, sostituto della segreteria di Stato vaticana, che ha ritenuto le espressioni di Cavalcoli altamente offensive.

“Parole inaccettabili quelle di Cavalcoli – sottolinea l’editore Frank Semenzi di PRIDE – gravemente offensive e lesive per tutte le persone Lgbti. Parole intrise d’odio che colpiscono con violenza la dignità della nostra comunità Lgbti e feriscono i familiari e gli amici degli omosessuali, ma sono frasi al veleno che possono avere conseguenze pericolose proprio su quei giovani che stanno intraprendendo un percorso di accettazione della propria identità sessuale. E’ necessario presentare una querela con il sostegno legale dell’associazione nazionale Anddos”.

L’Associazione Nazionale ANDDOS, contro le discriminazioni da orientamento sessuale, sottolinea come la chiesa cattolica sia ancora distante dai valori di accoglienza e rispetto nei confronti di tutta la comunità LGBTI, non avendo preso anche in questa circostanza una posizione di solidarietà e sostegno verso le persone omosessuali, così oltraggiate dai microfoni di Radio Maria.

“Dopo le frasi pronunciate ai microfoni di Radio Maria – afferma il presidente nazionale Mario Marco Canale - in molti, tra vescovi e cardinali, si sono precipitati a sconfessare l’idea del Dio vendicativo e a chiedere scusa ai terremotati. Nessuno, tuttavia, ha voluto affrontare il punto nodale della questione, chiedendo scusa anche alle persone LGBTI. Vogliamo spiegare al Vaticano e a tutti i cardinali che qui non si tratta solo di sottolineare con la penna rossa l’errore teologico del prelato che paventa l’idea di un dio castigatore, bensì di capire quanto odio possa armare una frase del genere detta ai microfoni dell’emittente più ascoltata in Italia. Ci siamo stretti e continueremo a stringerci intorno alle popolazioni colpite: oggi il nostro pensiero va tuttavia a tutte le persone gay, lesbiche, bisex, transgender e intersex che vivono in quell’area, tra le quali ci sono anche migliaia di nostri associati e associate, e che devono sentire sulla propria pelle un simile carico d’odio e stigmatizzazione oltre alle sofferenze dovute al sisma. Un Paese davvero civile, deve condannare con fermezza simili esternazioni d’odio, anche sul piano giuridico. Questo sarà uno dei prossimi obiettivi della nostra azione politica”.

Proprio nei giorni scorsi si è svolta a Bologna la direzione nazionale dell’ANDDOS, alla presenza dei membri dell’ufficio di presidenza e di molti rappresentanti degli oltre 70 circoli distribuiti in tutta Italia, dove è stato presentato il consuntivo dell’attività svolta nell’ultimo anno, approvato il bilancio 2016 con il report illustrato dal tesoriere Loris Baroni, annunciati i progetti a medio e lungo termine dal presidente Marco Canale con la nuova campagna di tesseramento e l’affiliazione dell’Associazione POLIS Aperta, come spiegato dal vice presidente Massimo Florio, presentato il progetto editoriale PRIDE Online dall’avvocato Antonio Bubici in veste di direttore editoriale. Grande attenzione verrà rivolta come sempre all’educazione sanitaria e alla prevenzione dell’infezioni sessualmente trasmissibili, come confermato dal responsabile sanitario Stefano D’Agnese. Numeri stratosferici in seno all’associazione sciorinati da Roberto Dartenuc: al 24 ottobre 2016 l’ANDDOS contava già ben 196.530 associati (185.727 maschi e 10.803 femmine). Intenso il lavoro di Rosario Coco sul sito istituzionale www.anddos.org per le comunicazioni agli associati delle attività e del giornalista Marco Tosarello con l’Ufficio Stampa che dal 1 gennaio al 27 ottobre ha prodotto la pubblicazione di 237 articoli tra comunicazioni di agenzie stampa (44 menzioni), otto quotidiani nazionali, oltre 50 giornali regionali e locali (12 le regioni interessate: Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana e Veneto), diciotto pubblicazioni in giornali a tematiche LGBTI, cinque pubblicazioni in testate giornalistiche internazionali (GAYLIFE, PINK NEWS e il network Oro Noticias in Spagna), dodici comunicati pubblicati anche in media sportivi nazionali, quindici passaggi in emittenti radiofoniche e televisive, 6 recensioni perfino in giornali di gossip/tv/spettacolo. - (PRIMAPRESS)