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La paura del coronavirus ferma oltre il 51% dei francesi al voto comunale. In forse il secondo turno del 22 marzo

La paura del coronavirus ferma oltre il 51% dei francesi al voto comunale. In forse il secondo turno del 22 marzo
(PRIMAPRESS) - PARIGI - Le contraddizioni della Francia e del suo presidente Emmanuel Macron sono emerse tutte in questo primo turno elettorale per rinnovo dei sindaci in alcune grandi città compresa Parigi.
In una Francia in piena emergenza da coronavirus, Macron aveva sostenuto che “l’attività democratica del paese deve andare avanti” ma una buona parte dei 48 milioni di elettori non l’ha pensata allo stesso modo tanto che la partecipazione alle urne ha sfiorato appena il 49% con circa il 18% inn meno rispetto alle ultime elezioni. 
E’ stata proprio questa contraddizione tra le misure di assembramenti (non si potevano superare le 10 persone) per le restrizioni imposte per il coronavirus e l’invito ad andare a votare che è apparso assolutamente schizofrenico per i comportamenti che evidentemente non si sarebbero mai potuti osservare. Così buona parte dei media commentano questa domenica di voto tralasciando anche il risultato. 
In serata di ieri, il premier francese, Edouard Philippe, era in testa a Le Havre con il 43% dei voti davanti al comunista Jean-Paul Lecoq (34%). A Perpignan, come previsto, Louis Aliot (Rassemblement National), ex compagno di Marine Le Pen, è ampiamente in testa, secondo diverse stime che lo danno tra il 33% e il 36,5%, contro Jean-Marc Pujol (Les Républicains al 18,8-20%). Nella capitale, un exit poll vede il sindaco uscente, la socialista Hidalgo, con il 30,2%, davanti alla conservatrice Rachida Dati con il 22%, mentre la macroniana Buzyn è accreditata del 17,6%.
Però rimane forte il dubbio se si potrà tenere il secondo turno (22 marzo) di votazioni con una situazione di emergenza sanitaria di queste proprorzioni. - (PRIMAPRESS)