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La battaglia solitaria dell'eccentrico matematico Cédric Villani alla conquista della poltrona di primo cittadino di Parigi ma senza il consenso di Macron

La battaglia solitaria dell'eccentrico matematico Cédric Villani alla conquista della poltrona di primo cittadino di Parigi ma senza il consenso di Macron
(PRIMAPRESS) - PARIGI - La battaglia politica per il rinnovo della carica di primo cittadino a Parigi, anche se non ancora nelle piazze, si sta consumando nei salotti della città. L’eccentrico matematico Cédric Villani sta indossando da un po’ i panni del politico. Una passione verso cui era sto spinto da Emmanuel Macron ma con il quale il feeling sembrerebbe finito. Villani sta accarezzando l’idea di occupare l'ufficio del sindaco di Parigi per cui si sta preparando la socialista uscente Anne Hidalgo. 
Le elezioni municipali serviranno a capire se il partito centrista di Macron, La République en Marche, riuscirà a scalzare la rappresentante di sinistra dalla poltrona della Capitale.
Villani, tuttavia, rappresenterebbe il partito del presidente e sta modellando la sua corsa al municipio parigino con una politica che apparentemente contesterebbe Macron. Ma la politica riserva sempre sorprese.
Conquistare la capitale nel 2020 una volta sembrava una lotta facile per LREM, che ha funzionato bene con gli elettori parigini alle elezioni presidenziali del 2017 e alle elezioni europee del 2019. Ma tra diverse lunghe settimane di scioperi di transito sulla famigerata riforma pensionistica di Macron - e l'angoscia esistenziale su ciò che dovrebbe essere il partito che ha promesso il rinnovamento politico, si è affievolito ogni sostegno a En Marche. Al momento Villani sembrerebbe relegato al quinto posto nei sondaggi e in molti pensano che la sua candidatura consenta di lasciare il via libera ad un secondo mandato della Hidalgo tanto che Macron gli aveva chiesto di farsi da parte. Lui non ne ha nessuna voglia ma di contro non è riuscito ad organizzare ancora qualche party per favorire la sua campagna politica. Risultato che il partito lo avrebbe fatto fuori. - (PRIMAPRESS)