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Il secondo atto del governo Macron punta a riconfigurare i confini e le autonomie dei paesi in una Europa unita

Il secondo atto del governo Macron punta a riconfigurare i confini e le autonomie dei paesi in una Europa unita
(PRIMAPRESS) - PARIGI - Le priorità definite da Emmanuel Macron per il II del suo quinquennio, nella conferenza stampa di giovedì scorso, hanno anticipato l’azione di governo che sarà messa in atto a breve con l’aumento delle pensioni minime e una conseguente riduzione delle tasse per le classi medie. Macron, un j’accuse lo ha fatto specialmente nella pessima gestione dei rapporti con la rivolta dei Gilet Gialli ed ora tenta il recupero anche per porre fine ad un contrasto che potrebbe continuare a destabilizzare l’attività di governo. Ovviamente il presidente francese ha stigmatizzato che ogni protesta o rivendicazione non può superare i limiti della legalità  e per cui ha ribadito che le punizioni saranno esemplari verso chi ha provocato ingenti danni alla città. 
La conferenza di Macron ha anche affrontato il tema delle morti misteriose delle mucche in Bretagna e la controffensiva degli scienziati francesi nel caso Jeanne Calment.
Sul fronte immigrazione Macron sostiene ancora la necessità di una politica dell'accoglienza, ma ritiene che i vecchi accordi non funzionino più nell'Europa di oggi. “Sono anche i confini a tenere unito il popolo. Io credo in un patriottismo aperto e nella Francia che tornerà a risplendere sull’arena internazionale. Ma per essere aperti bisogna avere dei confini. Per poter accogliere dobbiamo avere una casa. Servono cioè delle frontiere che siano rispettate, servono delle regole”. Ha aggiunto che “oggi non è più ome dovrebbe essere” e che il patto di Schengen non funziona più.
Macron ha sottolineato che la politica di sviluppo e di migrazione devono essere “completamente ricostruite”. - (PRIMAPRESS)