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Emmanuel Macron finalmente suona la sveglia all'Unione: "Non voglio un'Europa egoista e divisa. E' in gioco l'avvenire"

  • di Paolo Silvestrelli
  • in Qui Parigi
(PRIMAPRESS) - PARIGI - Il presidente francese Emmanuel Macron di questi giorni sembra un altro. L’atteggiamento delle settimane scorse, irridente alla situazione italiana colpita dall’epidemia di coronavirus, si è trasformata da qualche giorno in qualcosa di molto diverso. La Francia conta ora circa 30 mila casi positivi di Covid-19 con un’incidenza molto forte nel cuore di Parigi e questo ha creato una consapevolezza diversa nel leader francese che non solo si è fatto promotore insieme all’Italia, la Grecia, la Spagna ed altri cinque paesi di un documento forte per l’introduzione del coronabond (sonoramente bocciato da Germania e paesi del Nord Europa) ma nelle ultime 24 ore sta rilasciando interviste sulla necessità di un intervento forte e deciso dell’Unione.
“Non voglio un'Europa egoista e divisa - dice Emmanuel Macron  - Non supereremo questa crisi senza una solidarietà europea forte, a livello sanitario e finanziario". Al consiglio europeo di giovedì scorso, continua Macron, "dieci paesi dell'Eurozona, rappresentanti del 60% del suo Pil, hanno esplicitamente sostenuto" l'idea di "coronabond", di "una capacità' di indebitamento comune, quale che sia il suo nome, oppure di un aumento del bilancio dell'Unione Europea per permettere un sostegno reale ai paesi più colpiti da questa crisi". "Alcuni paesi, tra cui la Germania - ha continuato Macron - hanno espresso le loro reticenze. Abbiamo deciso di continuare questo fondamentale dibattito, al più elevato livello politico, nelle prossime settimane. Non possiamo abbandonare questa battaglia. Preferisco un'Europa che accetti divergenze e dibattiti piuttosto che un'unità di facciata che conduce all'immobilismo. Se l'Europa può morire, è nel non agire. Come Giuseppe Conte, non voglio un'Europa del minimo comune denominatore. Il momento è storico: La Francia si batterà per un'europa della solidarietà, della sovranità e dell'avvenire". Quanto alla crisi sanitaria e al modello di reazione dell'Italia e della Francia all'epidemia, Macron ricorda che in Francia "abbiamo preso le misure più forti e al più presto; abbiamo adottato, dinanzi a un numero di casi simile, le misure di restrizioni sociali qualche giorno prima dei nostri partner europei. Non me ne do alcun merito - aggiunge - perché la scienza ci ha illuminato e l'Italia ci ha preceduto in questa crisi che abbiamo potuto trarne le lezioni per noi stessi. Abbiamo imparato dalle esperienze dolorose del vostro paese e dalle decisioni coraggiose prese dal vostro governo: molti paesi europei giudicavano eccessive tali restrizioni, oggi tutti le attuano perché sono indispensabili nella nostra guerra contro il virus". - (PRIMAPRESS)