Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin” e di Google Analytics. Clicca sul bottone "Accetto" o continua la navigazione per accettare. Maggiori informazioni
Skin ADV

L'ombra dell'attentato alla Maratona di Berlino accelera la decisione di un "commando" SEK

L'ombra dell'attentato alla Maratona di Berlino accelera la decisione di un "commando" SEK
(PRIMAPRESS) - BERLINO - Saranno le indagini di questi giorni a chiarire se i sei fermati di ieri, durante la mezza maratona di Berlino, stavano realmente preparando un attentato. Al momento l’unico vero indiziato è un uomo a cui sono stati trovati indosso coltelli affilati e che secondo la polizia sarebbe collegato alla cerchia più stretta ad Amis Amri, il terrorista autore della strage del mercatino di Natale nella capitale tedesca nel dicembre 2016. 

Nell'abitazione di uno dei sospetti, il Sek (Spezialeinsatzkommando, le nuove forze speciali di intervento rapido, avrebbe ritrovato materiale esplosivo in una cantina. L’episodio di ieri ha dato una spinta alla già annunciata decisione del Senato tedesco di dare più risorse alla polizia per la lotta al terrorismo.Secondo quanto deliberato dal senato cittadino, saliranno a 1200 gli agenti delle forze speciali SEK (Spezialeinsatzkommando) e MEK (Mobiles Einsatzkommando) ma soprattutto potranno contare su una nuova sede, visto che quella attuale, a Tempelhofer Damm, sarebbe già al limite della propria capacità e non adatta ad accogliere nuovi arrivi.L’edificio deputato ad accogliere una parte del dipartimento di polizia sarà il Reichspostzentralamts, ovvero il vecchio ufficio centrale delle poste. Questo massiccio edificio degli anni ’20 è al momento occupato dagli uffici della Deutsche Telekom e del Museo delle Comunicazioni. Oltre alle sopracitate forze speciali, anche i corpi specializzati nella lotta al terrorismo islamico si trasferiranno nella nuova sede, occupandone un intero piano. Lo scopo dell’operazione, oltre che fornire uno spazio più adatto al lavoro degli agenti, sarebbe quello di facilitare la comunicazione fra i diversi livelli dell’antiterrorismo. Punto focale è proprio la comunicazione tra reparti che secondo un’indagine avviata dall’ex procuratore federale Bruno Jost, è stata una delle cause che ha fatto mancare il controllo su Amis Amri causando la morte di 12 persone. - (PRIMAPRESS)