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La Brexit di Theresa May alla resa dei conti con il voto dei Comuni e con l'opposizione di Jeremy Corbyn

La Brexit di Theresa May alla resa dei conti con il voto dei Comuni e con l'opposizione di Jeremy Corbyn
(PRIMAPRESS) - LONDRA - Domani la Gran Bretagna darà il voto ai Comuni sulla Brexit, cioè si tratterà di ratificare l’accordo con Bruxelles raggiunto da Theresa May. Oggi la premier britannica ha lanciato un appello: "Abbiamo il dovere di attuare la Brexit  o sarà catastrofico per la democrazia".
Per evitare il peggio nel voto di domani, i presidenti della Commissione e del Consiglio Ue, Jean-Claude Juncker e Donald Tusk, si sono affrettati ad inviare una lettera alla premier in cui offrono maggiori rassicurazioni sul 'backstop' per le frontiere irlandesi: un meccanismo "temporaneo" - assicurano - che entrerà in vigore "solo se strettamente necessario". Se il testo fosse davvero rigettato, il Regno Unito rischierebbe di lasciare l'Ue senza accordo il 29 marzo.  Uno scenario che destabilizzerebbe il mondo economico.
Se il voto dei Comuni dovesse ribaltare l’uscita soft sottoscritta dalla May e se a peggiorare il tutto dovesse intervenire anche il voto contrario dei laburisti con in testa Jeremy Corbyn, l’inquilina di  Downing perderebbe irrimediabilmente la faccia. Pesa anche la minaccia di una delle figure di spicco del partito Conservatore, Gareth Johnson, che ha annunciato la sua decisione di lasciare il governo per protestare contro quello che ha definito un accordo "nocivo per gli interessi del Paese". In una lettera alla May, Johnson ha spiegato che il backstop sul confine irlandese contenuto nell'accordo "non dà al nostro Paese una via di uscita chiara e unilaterale dall'Unione Europea e assicura al contrario che saremo limitati nella nostra capacità di negoziare accordi commerciali con altri paesi in futuro”. - (PRIMAPRESS)