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Nella Ville Lumiere, l'Islam che ghettizza le donne in nome della religione

  • di Paolo Silvestrellii
  • in Qui Parigi
(PRIMAPRESS) - PARIGI - Il consuntivo di fine anno serve anche ad osservare alcuni fenomeni che nella quotidianità delle cronache sfuggono. La capitale francese quest’anno è stata scossa dalle proteste dei gilet gialli, dalle lotte sindacali e di quelle della riforma delle pensioni ma anche da attentati di origine terroristica che hanno evidenziato radicamenti di un Islam fondamentalista poco avvezzo ad integrarsi. Un segnale ben evidente inoltrandosi nei quartieri parigini che mostrano un volto di questa dicotomia non solo di religione ma anche di genere.  Sono in crescita i bar e caffè riservati agli uomini di fede islamica, come sono in crescita violenze e molestie in ascesa nei confronti delle donne: nelle periferie di Parigi. Qui la legge è quella della sharia e dell'Islam politico dove le comunità musulmane hanno replicato i legami del villaggio, le strutture patriarcali e le pratiche religiose dei loro paesi d'origine e dove l'assimilazione - più che l'integrazione - ha fallito. Proprio come in un'altra capitale europea, Bruxelles, per fare solo un esempio, dove oltre l'80% dei musulmani pensa che le donne dovrebbero lavorare meno "per il bene della propria famiglia", mentre solo il 37% dei non musulmani è d'accordo. Secondo euro-islam, i sobborghi parigini compongono le aree con la più alta percentuale di musulmani in Francia. Secondo un censimento del 1999: 1.611.008 immigrati vivono nella regione dell'Ile-de-France. Di questi, 466.608 provengono dal Maghreb, 238.984 dall'Africa sub-sahariana e 50.125 dalla Turchia. Questi tre gruppi di popolazioni immigrate rappresentano quasi il 50% della popolazione immigrata nella regione dell'Ile-de-France. La popolazione nordafricana vive prevalentemente nel dipartimento della Senna-Saint-Denis, Yvelines e Val-de-Marne. Gli immigrati con origini sub-sahariane risiedono principalmente nel centro della città e in tre città suburbane: Bobigny, Vitry-sur-Seine e Cergy. A Parigi e nei suoi sobborghi, esistono circa 75 moschee e il 68% dei musulmani afferma che la religione è una parte importante della loro vita quotidiana. In una inchiesta di Parisien, era stato evidenziato il peggioramento delle condizioni di vita delle donne musulmane con l’aumento di molestie e violenze. L'ultimo episodio significativo è accaduto poche settimane fa a Gare du Nord, la stazione da cui partono i treni regionali Rer verso le periferie multiculturali a nord della capitale: qui il personale della Sncf (la società dei trasporti parigini), ha riservato alle donne l'accesso a dei vagoni speciali. Ufficialmente per "per questioni di sicurezza" ma è solo modo per nascondere l'aumento di episodi di molestie e violenze sessuali ai danni delle donne vittime degli islamisti. Che il problema dell'Islam politico a Parigi sia reale lo conferma il fatto che lo scorso novembre il governo francese ha chiuso, ben 130 locali, 12 luoghi di culto, tre scuole e nove associazioni legate all'islamismo radicale a Parigi. Le ideologie islamiche radicali, come il salafismo, dilagano nei circoli intellettuali islamici in Francia, secondo l'esperto franco-tunisino Hakim el Karoui dell'Istituto Montaigne, che lo scorso anno ha prodotto un rapporto per il presidente francese Emmanuel Macron. Karoui ha anche sottolineato la crescita dell'influenza straniera da parte di Paesi come la Turchia e l'Arabia Saudita, che finanziano moschee e imam che promuovono tesi fondamentaliste e radicali. Un fenomeno che, tuttavia, si sta espandendo a macchia d’olio nel resto d’Europa e che sembra richiamare i controversi scritti di Oriana Fallaci in cui si prospettava la creazione dell’Eurislam. - (PRIMAPRESS)