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La crisi profonda dei bistrot francesi e dei ristoranti stellati. L'allarme della categoria al presidente Macron

La crisi profonda dei bistrot francesi e dei ristoranti stellati. L'allarme della categoria al presidente Macron
(PRIMAPRESS) - PARIGI - Per i bistrot parigini, simbolo della Francia gourmet, si apre un futuro incerto per la sopravvivenza di molti locali storici della capitale ma anche nel resto del Paese. Da un mese i francesi sono stati privati di questi luoghi di vita e convivialità che rappresentano il tessuto sociale ed economico transalpino con  210.000 caffè e ristoranti. Se i consumatori costretti al lockdown dal virus, hanno perso pezzi della loro quotidianità, a marcare il maggior disagio sono proprio i gestori di questi locali che sono ad un passo da una crisi irreversibile: "Il 95% delle nostre imprese è chiuso e il 5% che rimane aperto, in particolare i ristoranti che hanno mantenuto le vendite da asporto, fanno il 10% il fatturato dell'anno scorso ", avverte Roland Héguy, presidente dell'UMIH (Hotel Industry Trades Union). Il discorso di Emmanuel Macron, lunedì scorso non è riuscito a rassicurali. Il loro settore no fa parte delle graduali  riaperture dell'11 maggio. "Siamo stati spogliati di tutti gli orizzonti", affronta Roland Héguy, pur riconoscendo che è complicato trovare le giuste misure di barriera nelle professioni in cui la promiscuità non è sormontabile. Nella professione, la rabbia e la disperazione ora dominano. "Ci sentiamo abbandonati", afferma Michel Sarran, a capo di due ristoranti a Tolosa e giudice di "Top Chef" sul canale televisivo Métropole6. A dichiarare lo stato d’allarme è anche lo chef stellato Philippe Etchebest costretto a rivedere i suoi piani per mantenere al lavoro la sua brigata. - (PRIMAPRESS)