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Le confessioni di Johnson al Sun: "In caso di morte c'era già un piano". Intanto in GB si forma una nuova task force per il virus

Le confessioni di Johnson al Sun: "In caso di morte c'era già un piano". Intanto in GB si forma una nuova task force per il virus
(PRIMAPRESS) - LONDRA - Mentre il primo ministro Boris Johnson “si confessa” al media inglese Sun, togliendosi di dosso quell’atteggiamento guascone che aveva tenuto prima di essere colpito personalmente, insieme alla compagna, dal coronavirus, in Gran Bretagna si apre un nuovo fronte sulla strategia di contenimento del virus perché a molti i dati forniti dagli scienziati non tornano.
 “Mi hanno dato una maschera per il viso e ho ricevuto litri e litri di ossigeno ho tenuto a lungo quella e il tubicino per il naso. E' stato un momento difficile, non lo nego”. Così il premier britannico, Johnson, racconta al Sun i suoi momenti difficili da malato di Covid-19. E se il rimo ministro non ce l’avesse fatta? E’ lui stesso a confermare che c’era già un piano: ”Avevano una strategia per affrontare uno scenario del tipo morte di Stalin", dice Johnson. I medici avevano tutti i tipi di disposizioni su cosa fare se le cose fossero andate male, compreso come dare l'annuncio". 
Una situazione che, probabilmente, ha spinto Johnson a rivedere, appena tornato al lavoro, anche la sua visione sul contrasto al virus.  
Sta di fatto che in questi giorni un ex capo consigliere scientifico del governo, che ha lavorato con Tony Blair e Gordon Brown, ha riunito un nuovo gruppo di esperti per capire come il Regno Unito potrebbe uscire dal blocco del coronavirus. Il nuovo gruppo sarebbe stato organizzato per fungere da alternativa al gruppo scientifico consultivo del governo per le emergenze (SAGE).
Di fatto, per l’operatività del Sage, sono state sollevate diverse preoccupazioni in merito alla mancanza di trasparenza all'interno del gruppo di lavoro.
Un sondaggio della British Medical Association (BMA) ha rivelato che quasi la metà dei medici ha acquistato i propri dispositivi di protezione individuale o fatto affidamento su una donazione quando nessuno era disponibile attraverso i normali canali NHS. Ed inoltre gli operatori sanitari di prima linea proprio ieri hanno contestato una partita di maschere per l’ossigeno provenienti dalla Cina che non avrebbero caratteristiche affidabili. La stessa ditta asiatica avrebbe fornito anche all’Italia un modello simile. - (PRIMAPRESS)