Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin” e di Google Analytics. Clicca sul bottone "Accetto" o continua la navigazione per accettare. Maggiori informazioni
Skin ADV

Riforma Csm: via libera del Consiglio dei Ministri ma i partiti pronti a modifiche in Parlamento

Riforma Csm: via libera del Consiglio dei Ministri ma i partiti pronti a modifiche in Parlamento
(PRIMAPRESS) - ROMA - L'approvazione della bozza della riforma della Giustizia è stata condivisa oggi in Consiglio dei Ministri. "Discussione ricchissima e molto condivisa". Così il premier Draghi, dopo il Consiglio dei ministri che ha approvato la riforma della Giustizia. "In Parlamento avrà la priorità assoluta. Serve un pieno coinvolgimento delle forze politiche, quindi non sarà posta la fiducia". Sono rimaste "differenze di opinioni,ma c'è l'impegno a superarle" entro l'elezione del nuovo Csm, aggiunge Draghi. "La magistratura va ringraziata per il lavoro della stragrande maggioranza dei magistrati".
Il provvedimento dovrà mettere fine sopratutto al cosiddetto fenomeno delle porte girevoli, cioè dei magistrati prestati alla politica e che poi rientrano nei ranghi della magistratura.
La ministra della Giistizia, Cartabia mostra la soddisfazione: "La riforma dell'ordinamento giudiziario e del Csm era ineludibile,anche per il recupero della credibilità della magistratura". Così la ministra Cartabia, richiamando il messaggio alle Camere del presidente Mattarella. "Abbiamo messo mano al sistema elettorale" del Csm, modificando "in modo incisivo le modalità di nomina del Consiglio e dei vertici, per evitare nomine a pacchetto e accordi non virtuosi".Rivisto il nodo "porte girevoli per i magiostrati che entrano in politica. La Magistratura "sia più severa con se stessa". Chiude Cartabia. Il provvedimento - ha precisato Draghi - non dovrà passare con la fiducia ma con il consenso dei partiti. Per Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia si tratta di una bozza a cui dovrà essere apportata qualche modifica necessaria e se ne discuterà in Parlamento "ma si è sulla buona strada". - (PRIMAPRESS)