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"Double face" all'Elegance Cafè di Roma: convince lo spettacolo con Greg ma meno il ristorante gourmet

Greg  e i The Makin’ Swing Five ieri sera all'Elegance Cafè di Roma
foto Primapress Greg e i The Makin’ Swing Five ieri sera all'Elegance Cafè di Roma
(PRIMAPRESS) - ROMA - Uno spettacolo piacevole con un sold out meritatissimo per Claudio Gregori, in arte Greg, che ieri sera nella suggestiva cornice dell’Elegance Cafè Jazz Club di Roma ha portato un repertorio swing di canzoni americane rese celebri da Frank Sinatra, Dean Martin o Andy Williams, quali "Fly me to the moon", "The lady is a tramp", "Gentle on my mind", "Music to watch girls by" e tante altre, accompagnato dall’ottimo quintetto The Makin’ Swing Five diretto dal trombonista Massimo Pirone a cui si devono anche gli arrangiamenti. Una serata che è stata vivacizzata, come era lecito attendersi da questo poliedrico artista, anche dalle numerose gag surreali ed esilaranti di Greg, da un’ironia sottile, ma che non è mai sfociata in banalità o volgarità. Alla fine però è la musica ed anche l’interpretazione canora di Greg che prende il sopravvento sull’insieme dello spettacolo e che lascia molto entusiasta il pubblico dell’Elegance Cafè (davvero ottima l’acustica di questo locale, ndr) che al termine chiede anche due bis.  Sul palco insieme a Greg (voce) ci sono Massimo Pirone (trombone), Enrico Guarino (sax), Muzio Marcellini (piano), Alessandro Patti (contrabbasso) e Mauro Salvatore (batteria). E qui dovrebbe terminare la nostra recensione, se non fosse per il fatto che quando ad uno spettacolo si abbina anche una cena gourmet, ci si attende che l'uno sia all'altezza dell'altro. Perchè il rischio è che la serata seppur gradevole per lo spettacolo venga rovinata da tutto il resto. Infatti unica nota davvero stonata di tutta la serata, la cena proposta dal locale jazz capitolino. E non è un aspetto secondario visto che la proposta dell’Elegance Cafè è quella di abbinare la cena allo spettacolo.  Magari il cibo servito e proposto dallo chef Gabriele Cordaro, con piatti gourmet, potrebbe risultare anche piacevole se non fosse mortificato da un servizio che è assolutamente scadente. Viene il sospetto che il ristorante non sia affatto attrezzato per serate di sold out. Numerose le amnesie del personale, (eccezion fatta per l’unica cameriera donna che ci è sembrata molto efficiente, ndr), iniziando dal riprendersi i menù prima di aver preso l’ordine al tavolo, dal dimenticare di portare un semplice cestino di pane e soprattutto da non tenere in conto chi ha ordinato prima e chi dopo. Il chè potrebbe anche passare inosservato se l’antipasto non ti fosse servito a tavola, senza esagerare, novanta minuti dopo. E ti arriva dopo un’ora e mezza solo perché lo hai fatto espressamente presente al personale di sala dopo aver visto che sono stati già serviti tutti, anche quelli arrivati venti minuti dopo di te negli altri tavoli. E quando finalmente ti portano il tanto atteso antipasto ti accorgi che è un po’ diverso (il millefoglie di patate), anche nella porzione, da quelli serviti in precedenza agli altri tavoli. Poi il piatto con cui ti viene servito nulla ha a che  vedere con quelli della “mise en place”. E ti viene il legittimo sospetto non solo che abbiano terminato i piatti “d’ordinanza” ma che addirittura l’antipasto sia stato recuperato in qualche modo in cucina e persino riscaldato al microonde. Ma probabilmente sarà anche andata diversamente, ma l’esito finale non è affatto convincente…non è gourmet. Tanto per cambiare per la seconda portata trascorrono altri trenta minuti, in cui ovviamente l’acqua è finita, e il calice di spumante è ormai caldo. Cena dunque da dimenticare e prezzi troppo alti, visto però il servizio alquanto scadente. Diversamente sarebbe anche congruo. Sicuramente risulta più convincente la formula della consumazione obbligatoria a 20 euro che include anche lo spettacolo. Il consiglio è infatti di recarsi all’Elegance Cafè solo a stomaco pieno per non rischiare di rovinarsi la serata. - (PRIMAPRESS)