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Tria in audizione sul Def non esclude l'aumento dell'Iva: "Lo scenario incorpora incrementi"

  • di RED-ROM
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Tria in audizione sul Def non esclude l'aumento dell'Iva: "Lo scenario incorpora incrementi"
(PRIMAPRESS) - ROMA - Le promesse del premier Giuseppe Conte e del Ministro del Lavoro, Luigi Di Maio di scongiurare l’aumento dell’Iva, potrebbero rivelarsi mere intenzioni a sentire il ministro dell’Economia Giovanni Tria che in audizione alle commissioni Bilancio di Camera e Senato non esclude manovre necessarie. “La legislazione vigente in materia fiscale è confermata in attesa di definire, nei prossimi mesi, misure alternative” - ha detto Tria confermando che "lo scenario tendenziale incorpora gli incrementi dell'Iva e delle accise”. Per l'andamento dello spread "saranno importanti i piani del governo e l'incisività delle riforme, ma anche gli orientamenti che il Parlamento avrà sul Bilancio", ha poi sottolineato il ministro dopo aver spiegato che il documento non tiene conto dei potenziali benefici di uno spread più basso, e che "i rendimenti italiani sono ancora troppo alti alla luce dei fondamentali della nostra economia, nonostante il miglioramento dopo l'intesa con l'Unione europea sulla legge di bilancio". Flat tax nella manovra, giù tasse a ceto medio "La legge di bilancio del prossimo anno continuerà, nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica definiti nel Def, il processo di riforma della flat tax e di generare semplificazione nel sistema per alleviare il carico fiscale nei confronti del ceto medio", ha poi assicurato il ministro dell'Economia. Governo non ha peccato di ottimismo su numeri 2018 La revisione al ribasso delle stime di crescita risulta pienamente coerente con l'evoluzione della situazione economica generale" e "a dicembre era all'1% al disotto dell'1,2% della Ue". Così Tria ha poi commentato i numeri sulla crescita, precisando che questo "consente di sottolineare che il governo non ha affatto peccato di ottimismo" e che "le revisioni si sono rese progressivamente necessarie scontando l'andamento della seconda metà del 2018, inferiore ad attese che avevamo chiaramente indicato come rischi di previsione". - (PRIMAPRESS)