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Caso Cucchi: l'Arma si scusa mentre si apre un nuovo filone di indagini

  • di RED-ROM
  • in Italia
Caso Cucchi: l'Arma si scusa mentre si apre un nuovo filone di indagini
(PRIMAPRESS) - ROMA - Sul caso Cucchi arrivano le scuse dell’Arma. Il peso della responsabilità degli agenti che  avevano preso parte al pestaggio di Stefano Cucchi determinandone la morte, sta aprendo un nuovo filone d’indagine che porterà altri uomini dell’Arma sul banco degli imputati.
“L'Arma si scusa sempre quando alcuni dei suoi componenti sbagliano e viene accertato che vengono meno al proprio dovere. Ci sono episodi esecrabili per i quali l'Arma si deve scusare, non come istituzione, ma perché alcuni suoi componenti infedeli sono venuti meno al proprio dovere anche nei confronti dell'Arma stessa", ha detto Nistri che ha espresso "solidarietà e vicinanza umana" alla famiglia. "Ho già avuto modo di vedere Ilaria Cucchi e il suo avvocato in un'altra occasione - ha aggiunto - e non ho alcun motivo per non incontrarla di nuovo, qualora ritenga opportuno un nuovo incontro". Salvini, lo Stato chiederà scusa con i fatti "Sono ministro da quattro mesi e non posso rispondere di ciò che è accaduto anni fa. Se qualcuno in divisa sbaglia, paga come e più degli altri perché ruba la fiducia anche ai cittadini. Non condivido però la criminalizzazione di tantissimi uomini delle forze dell'ordine, chiamati assassini, sbirri e delinquenti". Così il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, in un'intervista all'Unione Sarda risponde su una domanda sul caso di Stefano Cucchi. "Il Viminale è aperto a tutti", ha ribadito il ministro, "in primis a chi ha subito un lutto o un torto. La sorella, la famiglia, i parenti e gli amici sono i benvenuti. Se lo Stato ha sbagliato chiederà scusa nei fatti punendo i colpevoli e risarcendo i colpiti". A gennaio in aula generale Tomasone Il generale Vittorio Tomasone "sarà ascoltato in aula entro gennaio su nostra richiesta". Lo rende noto l'avvocato della famiglia Cucchi, Fabio Anselmo. Tomasone, attuale comandante Interregionale di Napoli, era comandante provinciale dei carabinieri di Roma all'epoca dei fatti. - (PRIMAPRESS)