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Andreotti visto da vicino nel libro di Alessandro Iovino

(PRIMAPRESS) - ROMA - Giulio Andreotti, resterà probabilmente come uno dei personaggi più controversi nelle pagine della storia repubblicana. Non sappiamo quale rilettura gli darà la storia futura allontanandosi dai fatti degli ultimi quarant’anni ma, intanto, un fresco di stampa per i tipi di Bonfirraro, con il titolo Andreotti e il potere, ne fa un ritratto dove emergono le umane fragilità e una filosofia un po’ zen del “divo Giulio” visto dall’occhio di Alessandro Iovino, laureato in Storia e assistente parlamentare presso il Senato della Repubblica. Il libro appare come un diario di testimonianze di incontri ravvicinati dove molto spesso prevalgono i quesiti di un giovane che frequenta gli ambienti del “Palazzo” e in bilico, tra ossequio al sagace politico e la sfrontatezza di chi è fuori dagli schemi, fa scorrere le sue pagine negli anni. Iovino non si schiera tra le file dei detrattori ma neanche tra quelle dei simpatizzanti anche se affiora un senso di rispetto all’intelligenza scaltra dell’uomo che in un’Italia attraversata dagli scandali, dalle faide politiche e dal terrorismo è riuscito come nessuno a restare nella cabina di regìa del nostro Paese nonostante la lunga vicenda che lo aveva visto sul banco degli imputati nel processo contro la mafia in Sicilia. La pubblicazione si chiude con una raccolta di testimonianze e dichiarazioni all’indomani della sua scomparsa e anche queste servono a dare l’idea delle diverse rappresentazioni della figura di Giulio Andreotti.
- (PRIMAPRESS)