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Festival Sviluppo Sostenibile: 60 studenti napoletani interpretano Agenda 2030

Festival Sviluppo Sostenibile: 60 studenti napoletani interpretano Agenda 2030
(PRIMAPRESS) - NAPOLI - Si è concluso ieri al Palazzo Reale di Napoli l’evento inaugurale della settimana del Festival dello Sviluppo Sostenibile organizzato da ASVIS in collaborazione con tutta la rete di istituzioni, università, associazioni nazionali e locali rappresentative della società civile di ciascuno dei 12 goal dell’Agenda 2030.

Anche NeXt – Nuova Economia X Tutti – ha partecipato alla giornata partenopea, facendosi portavoce dei giovani italiani e lavorando per l’intera durata dell’evento insieme con 60 studenti napoletani appartenenti al Movimento Giovani per Save the Children - progetto UndeRadio - e provenienti da 12 scuole medie inferiori e superiori. Scopo dell’appuntamento: formulare proposte concrete per il raggiungimento dei 12 goal dell’Agenda 2030 e coinvolgere il parterre di invitati a Palazzo Reale in un flash mob.

Durante questa prima sperimentazione di condivisione “dal basso” degli obiettivi dell’Agenda 2030, i ragazzi hanno cercato di capire a quali criticità e problemi questi rispondano. La prima osservazione degli studenti è stata sui benefici che la risoluzione di queste criticità possono portare: dare risposta alla povertà diffusa, alla mancanza di istruzione o di risorse primarie, inserisce l’umanità in un circolo di buone pratiche e in un flusso informativo senza pari. Altra conclusione alla quale i giovani coinvolti sono giunti con totale consapevolezza è il fatto che ciascuno di noi può cambiare la qualità di vita propria e degli altri con semplici gesti quotidiani. Partendo dalle proprie abitudini, i ragazzi hanno individuato per sommi capi le aree di intervento personali e familiari sulle quali possono agire da subito: raccolta differenziata dei rifiuti, riduzione degli sprechi alimentari ed energetici tra le prime idee scaturite da queste 4 intense ore di discussione aperta e senza pregiudizi.

“Il lavoro svolto con questi giovanissimi – racconta Luca Raffaele, project manager di NeXt – non ha evidenziato spettacolari novità o innovazioni, ma ha posto le basi per agire concretamente sui comportamenti umani globali. Ogni ragazzo si è preso un impegno e il “contagio” di questo impegno, seppure possa sembrare piccolo o insignificante, è la base per il cambiamento culturale che una nuova economia condivisa e sostenibile richiede”.

Questa ultima sperimentazione di formAzione con i giovani conferma il ruolo centrale di NeXt come dialogatore e facilitatore efficace sui temi della sostenibilità sociale, ambientale ed economica. Un importante traguardo, che mette al centro delle discussioni e delle proposte per affrontare i prossimi anni di tutela del bene comune, le voci aggregate delle nuove generazioni.

“L’approccio della rete NeXt – spiega Luca Raffaele – è basato sulla territorialità. Ogni città, ogni quartiere, può dover affrontare criticità simili, ma lo studio del proprio territorio sviluppa opportunità diverse per ciascun luogo. Non si può pensare – continua Raffaele - che i giovani valorizzino e tutelino tutta l’Italia. Per responsabilizzarli è bene farli prendere coscienza dei propri luoghi, ciascun territorio porta in sé le soluzioni ai propri problemi. Iniziare dal basso significa cominciare a ragionare su ciò che si conosce e i risultati ottenuti in questo laboratorio e in quelli organizzati in tutta Italia durante l’anno, ci fanno credere che questa sia la strada giusta verso un cambiamento culturale irreversibile nei confronti della responsabilità sociale ambientale ed economica delle nostre azioni”. - (PRIMAPRESS)