Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin” e di Google Analytics. Clicca sul bottone "Accetto" o continua la navigazione per accettare. Maggiori informazioni
Skin ADV

Basiliche&Ragù: a Cimitile la cultura dell’arte sposa la gastronomia

Basiliche&Ragù: a Cimitile la cultura dell’arte sposa la gastronomia
(PRIMAPRESS) - NAPOLI - “Basiliche&Ragù”, un evento targato La Buona Tavola, il magazine diretto dal giornalista eno-gastronomico Renato Rocco, ha visto protagonista Cimitile, la piccola cittadina alle porte di Nola, nota per le sue Basiliche Paleocristiane.
La visita alle Basiliche paleocristiane di Cimitile, costituita da vari edifici di culto dedicati ai santi, risalenti soprattutto al IV-V secolo, si è articolata in un percorso culturale che ha visto protagoniste le varie strutture del complesso: basilica di San Felice, Basilica nova, costruita da San Paolino tra il 401 ed il 403, Basilica di Santo Stefano, Basilica di San Tommaso, costruita per uso funerario, Basilica dei Santi Martiri, Cappella di San Calionio e la Cappella di Santa Maria degli Angeli, complesso arricchito da numerosi reperti archeologici conservati nell’attiguo museo.
La cultura dell’arte si è associata alla cultura gastronomica della nostra terra: Il Ragù.
Interprete e protagonista della tradizione culinaria è stato Gennaro Galeotafiore , patron e Monsù ,come ama definirsi,della Trattoria e Pizzeria “Sapori di Napoli” che ha proposto una “verticale di ragù”.
“In particolare – afferma con orgoglio il Monsù Gennaro – ho proposto Il Ragù Che Pensa, un sugo ottenuto dalla concentrazione del pomodoro, rigorosamente San Marzano, attraverso lunghe ore di bollitura a fuoco lento e passaggio finale nel setaccio”.
Il sugo ottenuto con la cottura nella classica pentola di coccio e con l’utilizzo di vari tagli di mucca, perciò un animale adulto le cui carni risultano particolarmente gustose alle lente e basse cotture, ma con l’inserimento anche di minori quantitativi di suino campano è andato a condire tutto il menù preparato per l’occasione.
Non si poteva non incominciare dai fritti, specialità della casa in quanto Gennaro Galeotafiore è anche e soprattutto titolare di un’azienda che produce ed esporta in Italia e all’estero i classici arancini, frittatine, crocchè che compongono la frittura all’italiana.
In questo caso le fritture erano state “insertate” dal sugo che era presente anche sulla classica montanarina.
Ad accompagnare i fritti la classica fetta di pane con il ragù sopra per ricordare “il pane proibito” , il pane che tutti i bambini hanno avuto modo di intingere o meglio azzuppare nella pentola che “pippiava sul fuoco” beccandosi una sgridata dalla mamma o dalla nonna a guardia del focolare.
Un sontuoso tortino di melenzane con il ragù colante a mò di lava dal Vesuvio, ha preceduto la pizza con le polpettine preparata dal Maestro Pizzaiolo Gaetano Carponi con un impasto di tipo 1 ed alta idratazione.
Il primo non poteva non essere rappresentato dalle classiche candele spezzate ed il secondo un classico della “marenna” : il cozzetiello con la polpetta e la melenzana sul fondo.
Ad accompagnare i piatti i vini della Casa Vitivinicola “I due Principati” con la Falangina,un Aglianico naturale senza solfiti ed un Taurasi di grande struttura.
“Sono particolarmente orgoglioso – afferma il Direttore de La Buona Tavola Renato Rocco - di questo evento che ha permesso di far riscoprire un’eccellenza del territorio quali le Basiliche Paleocristiane e piatti tradizionali della nostra cultura e della nostra infanzia”. - (PRIMAPRESS)