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Accordo Ue sul clima senza la Polonia. La Francia riafferma il suo nucleare e l'Italia la plastic tax

  • di Pasquale Alfieri
  • in Ultimora
Accordo Ue sul clima senza la Polonia. La Francia riafferma il suo nucleare e l'Italia la plastic tax
(PRIMAPRESS) - BRUXELLES - Il portavoce del Presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, affida ad un Twitter la nota in cui si informa che il Consiglio europeo ha adottato le conclusioni sul clima. 
La riunione dei leader ha ripreso questa mattina i suoi lavori. C’è l’accordo sull’obiettivo di neutralità entro 2050 con l’eccezione della Polonia che ha preso tempo non solo nella riunione della Ue ma anche sul suo territorio nazionale per evidenti complessità nel garantire dei processi di trasformazione che non possono essere attuati nell’immediato. L’attività energetica della Polonia è tutta ancora improntata sul carbone. Ne sa qualcosa anche l’Italia con la questione dell’ex Ilva e che solo per mano della magistratura si è decretata la chiusura dell’attività dell’altoforno numero 2 ritenuto altamente inquinante per il territorio. Le conclusioni del vertice prevedono che il Consiglio europeo tornerà sulla questione in giugno con l'obiettivo di convincere la Polonia a unirsi agli altri 26 Stati membri ma non si è parlato ancora di come si procederà per garantire gli step dell’accordo che saranno noti solo a Gennaio prossimo.
“Sappiamo che gli sforzi da realizzare saranno enormi”, ha detto la presidente della Commissione, Ursula von der Leyden - Ma dobbiamo trasformare questi sforzi in opportunità perché l’Ue vuole essere all’avanguardia nella lotta ai cambiamenti climatici“. 
Avanguardia che per alcuni paesi secondo quanto si legge nelle note del Consiglio europeo “rispetta i diritti di ogni Stato membro di decidere il suo mix energetico”. In particolare, si legge ancora nelle conclusioni che “alcuni Paesi hanno indicato che useranno l’energia nucleare”. In testa c’è la Francia. La questione, a distanza di tempo, fa riemergere la miope rinuncia dell’Italia al nucleare alla fine degli anni ’80 quando da illuminato apripista si privò di ogni risorsa energetica autonoma. All’epoca fu un referendum del 1987 a decretarne la fine dopo un incidente ad un reattore nucleare. Un moto di pancia degli italiani spinti dal partito dei “verdi”.  - (PRIMAPRESS)