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Le grandi bufale di Claas Relotius sul settimanale tedesco Der Spiegel

  • di RED-ROM
  • in Editoria
Le grandi bufale di Claas Relotius sul settimanale tedesco Der Spiegel
(PRIMAPRESS) - BERLINO - Sul settimanale d’informazione tedesco Der Spiegel si è abbattuta una autentica bufera dopo la scoperta e il successivo outing di Claas Relotius, che il 35enne reporter del popolare giornale, avrebbe  falsificato per diversi anni le fonti degli articoli da lui scritti e che gli avrebbero anche fatto meritare riconoscimenti mondiali. Autentiche fake news costruite nei reportage sul grande esodo alle frontiere tra Messico e Stati Uniti o la storia sui giovani promotori siriani della rivolta del 2011 che fu stigmatizzata come l’origine della guerra. 
A smascherare le narrazioni mai riscontrate è stata la portavoce di una ronda di cittadini americani che pattuglia i confini con il Messico. La donna ha chiamato la redazione del giornale tedesco sostenendo di non aver mai rilasciato un'intervista, pubblicata invece sulle pagine del settimanale.
I primi sospetti erano sorti dopo la pubblicazione di un reportage nel novembre del 2018. Il giornalista avrebbe ammesso di aver inventato delle storie e di aver manipolato alcuni fatti. Secondo informazioni fornite dallo stesso autore, almeno 14 servizi sarebbero, almeno in parte, falsi.
Il giornalista è stato licenziato e i suoi circa 70 reportage scritti negli ultimi sette anni sono tutti sospettati di essere bufale. Fra il 2012 e il 2014 anche la Neue Zürcher Zeitung am Sonntag ha pubblicato sei articoli del giornalista. Le notizie verranno ora esaminate per verificarne l'attendibilità.
Il reporter aveva recentemente ricevuto un premio dal presidente della Repubblica tedesca Frank-Walter Steinmeier per un reportage su due bambini curdi rapiti dai terroristi dell'IS, che li avrebbe poi addestrati per attentati. Anche questa storia era drammaticamente inventata. - (PRIMAPRESS)