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Pella (Anci): "Ok per accordo apertura cantieri ma si resta in attesa di risorse per gli investimenti"

Pella (Anci): "Ok per accordo apertura cantieri ma si resta in attesa di risorse per gli investimenti"
(PRIMAPRESS) - ROMA - “Stiamo lavorando intensamente per porre tutte le questioni sul tavolo della cabina di regia e trovare soluzioni condivise con le Regioni e il Governo. Per questo esprimo soddisfazione per il protocollo sulla riapertura dei cantieri in sicurezza, sottoscritto da Anci sindacati aziende con la Ministra De Micheli anche prima del 4 maggio”. Così in una nota il vicepresidente vicario di Anci, Roberto Pella. Da questo punto di vista, il modello Ponte Morandi di Genova, che così fortemente chiedo di estendere, rileva sotto tre punti di vista: i protocolli di lavoro utilizzati durante il lockdown per la tutela della salute, i poteri affidati al Sindaco, l'impulso all'economia locale che può generarsi proprio dalla riapertura dei cantieri per le opere infrastrutturali del Paese. 
Positivo che sia stata, inoltre, accolta una richiesta che, attraverso il Presidente ANCI Decaro, avevamo posto con fermezza, ossia la dotazione delle mascherine come dispositivo di salute e come gesto di rispetto e responsabilità verso il prossimo: prezzo calmierato senza speculazioni, aliquota fiscale adeguata, approvvigionamento assicurato a tutti gli ottomila Comuni d'Italia che, nei centri più piccoli, potrebbero anche farsi carico della distribuzione - come peraltro già avvenuto. 
Intanto rimane sul tavolo la questione dei dieci punti presentati dall’Anci per assicurare ai comuni risorse certe per far fronte alla spesa corrente e per far ripartire gli investimenti. “Voglio ricordare - scrive Pella in una nota - che i Comuni sono i principali investitori pubblici, con una capacità di resa e rapidità non presenti negli altri livelli di governo. E poi nel prossimo decreto vanno assicurate ai Sindaci ulteriori risorse per far fronte all’emergenza economica sociale come, ad esempio, il rifinanziamento dei buoni spesa. In particolare per i Comuni di minore dimensione demografica non metropolitani le risorse dovranno servire a colmare il divario digitale; supportare lo smart working e forme di sostegno famigliare a chi non ne può usufruire; pianificare la mobilità pubblica, specie per i pendolari dei treni, o della mobilità condivisa; potenziare reti territoriali di cura e assistenza. - (PRIMAPRESS)