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Decreto Rilancio: ecco come ristrutturare casa senza pagare nulla con lo sconto in fattura

Decreto Rilancio: ecco come ristrutturare casa senza pagare nulla con lo sconto in fattura
(PRIMAPRESS) - ROMA - Il Decreto Rilancio, varato a maggio scorso, consentirà alcune ristrutturazioni di immobili senza pagare nulla. In particolare è una possibilità data dal previsto sconto in fattura. Le detrazioni per i lavori sugli immobili legati ad Ecobonus e Sismabonus salgono al 110%, e riguardano le spese documentate a carico del contribuente, sostenute dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2021.
Il nuovo bonus al 110% riguarda determinate tipologie di lavori, che vedremo nel dettaglio nei prossimi paragrafi, e il contribuente può recuperare l’importo in tre modi diversi:
sconto in fattura del 100% (non pagando nulla); Detrazione in dichiarazione del 110% in 5 quote annuali di pari importo (recuperando alla fine il 10% in più dell’importo speso); Cessione del credito del 110%.
Sconto in fattura 100 per cento
Una delle opzioni più interessanti legate al superbonus 110% è quello di poter ottenere un immediato sconto in fattura. In pratica un’esecuzione gratuita dei lavori in casa, senza alcun esborso in denaro.
Se decidi di optare per lo sconto o per la cessione del credito (come vedremo in seguito), dovrai richiedere il visto di conformità dei dati ad un CAF o ad altro soggetto abilitato, che attesti l’esistenza dei requisiti per il diritto all’agevolazione.
Tecnici e professionisti che dovessero rilasciare attestazione e asseverazioni false, saranno multati con un importo che può andare dai 2mila ai 15mila euro, rischiando inoltre sanzioni penali.
Il fornitore che concede lo sconto, potrà a sua volta recuperare la somma sotto forma di credito d’imposta, utilizzandolo per pagare tasse e contributi in compensazione tramite F24, oppure cedendo il credito ad altri soggetti come propri fornitori e banche.
Detrazioni 110 per cento
Puoi scegliere in alternativa di pagare il fornitore e poi procedere con le detrazioni in dichiarazione dei redditi, suddividendo l’importo da recuperare in 5 quote annuali (la metà del tempo rispetto al recupero delle detrazioni ordinarie.
Cessione del credito 110 per cento
La terza opzione è quella di pagare il fornitore e poi utilizzare il superbonus come:
credito d’imposta da utilizzare per il pagamento delle tasse in compensazione con F24; credito da cedere a soggetti terzi, incluse banche e altri intermediari finanziari.
Questa possibilità non riguarda solo gli interventi strettamente interessati dal superbonus 110%, ma anche tutti gli altri come bonus facciate, recupero del patrimonio edilizio ecc.
Ma quali lavori rientrano nel bonus ristrutturazioni 110 per cento?
Partiamo dai lavori che riguardano il risparmio energetico: cappotto termico che riguardi almeno il 25% dell’involucro dell’edificio; caldaie a condensazione e a pompa di calore in condominio; caldaie a pompa di calore in case singole (purché si tratti di abitazione principale).
Dunque i lavori agevolabili riguardano il cappotto termico e la climatizzazione invernale.
Tutti gli altri lavori che comportano un risparmio energetico, possono beneficiare del superbonus al 110% soltanto se eseguiti in abbinamento alle due tipologie di lavori sopra elencate.
Facciamo l’esempio della sostituzione degli infissi. Questo tipi di lavoro beneficia dell’Ecobonus ordinario al 50%, 65% se riguarda i condomini, ma può raggiungere il 110% nel caso di lavori sul cappotto termico eseguiti dal condominio.
Sismabonus 110%
Superbonus al 110% anche per i lavori volti alla riduzione del rischio sismico sugli immobili, in particolare: Messa in sicurezza statica, delle parti strutturali degli edifici; Passaggio ad una classe di rischio inferiore; Passaggio a due classi di rischio inferiori; Acquisto di edifici antisismici realizzati mediante demolizione e ricostruzione in zona sismica 1, 2 e 3. - (PRIMAPRESS)