Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin” e di Google Analytics. Clicca sul bottone "Accetto" o continua la navigazione per accettare. Maggiori informazioni
Skin ADV

Coronavirus; Palombella (Uilm): «Intollerabile pagamento cig non prima di maggio. Accordo Fca esempio per ripartire in sicurezza»

Coronavirus; Palombella (Uilm): «Intollerabile pagamento cig non prima di maggio. Accordo Fca esempio per ripartire in sicurezza»
(PRIMAPRESS) - ROMA - “L’accordo raggiunto in Fca garantisce la sicurezza dei lavoratori dall’ingresso all’uscita dal luogo di lavoro. Un grande lavoro fatto dall’azienda insieme alle organizzazioni sindacali, che ha avuto l’approvazione anche del virologo Burioni, che però rischia di essere vanificata dalla mancata programmazione e assenza di provvedimenti del Governo, dopo quasi due mesi dall’inizio dell’emergenza, per una ripresa produttiva in sicurezza”. Così Rocco Palombella, Segretario Generale Uilm. “La nostra proposta - dichiara il leader Uilm -  è rendere sicuro l’intero percorso casa-lavoro e viceversa di ogni lavoratore. Dal contingentando delle presenze sui mezzi pubblici per garantire la distanza di sicurezza, al rilevamento della temperatura corporea all’ingresso dell’azienda, alla dotazione di dispositivi di protezione individuale, ai test sierologici volontari ai lavoratori e familiari, alla sanificazione e pulizia dei luoghi di lavoro, quindi il rispetto di ogni prescrizione prevista dal Protocollo di sicurezza del 15 marzo e delle indicazioni delle autorità scientifiche ”. “Sarebbe intollerabile - continua - se fosse confermata la veridicità della denuncia dei consulenti del lavoro. I lavoratori non possono attendere un altro mese per ricevere la Cig perché ancora non sono operativi gli accordi stipulati con le banche. Inoltre si continua a differenziare lavoratori di serie a e di serie b in base al reddito. Il Governo deve prevedere la fascia superiore per tutti i lavoratori”. “La costituzione di gruppo di 17 esperti da parte del Governo - conclude - doveva essere una delle prime misure all’inizio dell’emergenza per essere in grado di ripartire appena si fossero presentate le condizioni. In questo modo, invece, si rischia di non arrivare pronti al momento in cui il Governo deciderà di riavviare il motore de Paese”. - (PRIMAPRESS)