Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin” e di Google Analytics. Clicca sul bottone "Accetto" o continua la navigazione per accettare. Maggiori informazioni
Skin ADV

Coronavirus; Palombella (Uilm): «Governo intervenga, rischio tenuta sociale del Paese»

Coronavirus; Palombella (Uilm): «Governo intervenga, rischio tenuta sociale del Paese»
(PRIMAPRESS) - ROMA - “Ci sono grandi preoccupazioni sulle prospettive future di tante imprese, con rischi occupazionali per migliaia di lavoratori. Ci sono aziende che non sanno se saranno in grado di riaprire e, in caso di riavvio della produzione, ci sono numerose incognite sul numero di lavoratori occupabili. Chiediamo al Governo un rapido e ingente intervento per evitare dramma occupazionale, sociale ed economico”. Così Rocco Palombella, Segretario Generale Uilm. “In queste prime ore di riavvio graduale - dichiara il leader Uilm - abbiamo potuto constatare la piena applicazione dei Protocolli sicurezza, soprattutto nelle grandi aziende come Fca. Bisogna mantenere alta l’attenzione e vigilare in ogni luogo di lavoro per salvaguardare la salute e sicurezza di ogni lavoratore”. “C’è il forte rischio - continua - che vertenze già aperte che coinvolgono migliaia di lavoratori, come Whirlpool, Ilva e tante altre, possano vedere peggiorare la loro situazione con conseguenze occupazionali e sociali senza precedenti”. “Nel silenzio delle istituzioni e dei media nazionali - prosegue - ArcelorMittal ha spento l’altoforno 2 a causa del calo produttivo e della domanda. Dove non era riuscita la politica, la Magistratura e l’azienda stessa, ci ha pensato il Coronavirus. Ora su 8.200 dipendenti diretti ci sono cinquemila lavoratori in Cig con poco più di 900 euro al mese”. “Dopo la fase 1 e la 2 - conclude - si rischia una fase irreversibile dell’industria manifatturiera, con la chiusura di centinaia di realtà produttive già in difficoltà e che non sono in grado di far fronte alle conseguenze di questa drammatica situazione. Servono ingenti investimenti pubblici e privati per evitare il collasso definitivo della manifattura e del cuore produttivo ed economico dell’Italia”. - (PRIMAPRESS)