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La Commissione europea stima in calo (0,2%) la crescita del Pil italiano e classifica il Belpaese all'ultimo posto della UE

  • di RED-ROM
  • in Economia
La Commissione europea stima in calo (0,2%) la crescita del Pil italiano e classifica il Belpaese all'ultimo posto della UE
(PRIMAPRESS) - BRUXELLES - Utilizzare i toni più soft del ministro all’Economia, Giovanni Tria non cambia i risultati di un’Italia in affanno. A dirlo è la Commissione europea che registra un calo allo 0,2% nella stima di crescita del Pil dell'Italia nel 2019. La stessa Commissione europea  a novembre aveva stimato una crescita del Pil italiano all’1,2% ma così non è stato e per giunta l'Italia, secondo l'esecutivo Ue, è l'ultimo paese dell'Unione Europea per crescita del Pil sia nel 2019 sia nel 2020. Gli altri paesi della zona euro staccano l'Italia in modo sostanziale. Italia frena per calo investimenti e incertezza "L'economia italiana ha cominciato a perdere slancio all'inizio del 2018", ed è finita in contrazione nella seconda metà, col Pil "calato di 0,2% negli ultimi tre mesi". Ma mentre la frenata iniziale era "largamente dovuta al commercio mondiale meno dinamico, il recente allentamento dell'attività economica è dovuto a una domanda interna pigra, in particolare su investimenti", mentre pesa "l'incertezza legata alla policy del Governo e l'aumento dei costi di finanziamento". Lo scrive la Commissione Ue. Crollo pil anche in Germania e Olanda "Tra i maggiori stati membri,revisioni al ribasso della crescita sono state considerevoli", oltre che per l'Italia, anche per "Germania e Olanda". Il pil della Germania è stato rivisto all'1,1% dall'1,8%,mentre quello dell'Olanda all'1,7% dal 2,4%, con un taglio per entrambi i Paesi dello 0,7% rispetto alle previsioni d'autunno. Per l'Italia il taglio è ancora maggiore, dell'1%. Crescita moderata, grande incertezza "L'economia europea crescerà per il settimo anno consecutivo nel 2019 con previsioni espansive in tutti gli stati membri", ma "il ritmo di crescita complessivo ci si aspetta che si modererà rispetto agli alti tassi degli anni recenti", con "un outlook soggetto a grande incertezza". Le previsioni economiche d'inverno della Commissione Ue tagliano nettamente al ribasso (-0,6%) il pil dell'eurozona per il 2019 all'1,3% rispetto all'1,9% delle previsioni d'autunno. Anche per il 2018 il pil è rivisto al ribasso all'1,9% dal 2,1%. Dombrovskis: in Italia pesano incertezze politiche "Oltre a fattori esterni che si ripercuotono su molti Paesi, notiamo che in Italia l'incertezza sulle politiche economiche ha avuto ripercussioni negative sulla fiducia delle imprese e sulle condizioni finanziarie": Ha detto il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis. "L'Italia ha bisogno di riforme strutturali profonde e un'azione decisa per ridurre il debito pubblico elevato. In altre parole, politiche responsabili che sostengano stabilità, fiducia e investimenti", ha aggiunto. Tria: c'è battuta d'arresto più che recessione "Con la pubblicazione della stima preliminare dei conti trimestrali per il quarto trimestre 2018 l'Istat ha reso noto che il Pil reale è diminuito dello 0,22% facendo seguito alla marginale flessione del terzo trimestre.Sottolineo che si tratta di una stima preliminare, che segnala una fase di cosiddetta recessione tecnica. La flessione cumulata è comunque limitata a 0,36 punti percentuali" quindi si può parlare "di battuta d'arresto più che di vera recessione". Così il ministro dell'Economia Giovanni Tria in Aula alla Camera. Titoli Stato: spread schizza al top da metà dicembre Lo spread tra Btp e Bund tedeschi schizza a 280 punti, il top da metà dicembre, dai 269 punti della chiusura di ieri. Il nostro Paese è finito nel mirino degli investitori, mentre lo spread della Spagna si restringe a 112 punti. - (PRIMAPRESS)