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Apertura di Vicenzaoro nel segno della crescita dell'export con +7,8% e l'oro che si conferma riserva di valore

  • di RED-ECO
  • in Economia
Apertura di Vicenzaoro nel segno della crescita dell'export con +7,8% e l'oro che si conferma riserva di valore
(PRIMAPRESS) - VICENZA - Si è inaugurata oggi venerdì 17 gennaio, la vetrina internazionale di Vicenzaoro alla fiera di Vicenza, la rassegna organizzata da IEG-Italian Exhibition Group, dedicata al settore orafo-gioielliero che resterà aperta sino al 22 gennaio.
Come accade nei periodi di maggiori contraccolpi nell’economia mondiale e di instabilità dei mercati l’oro continua ad avere la sua caratteristica di riserva di valore nel tempo. Nel 2019 il suo valore ha visto un forte incremento pur non traducendosi, nell’immediato, anche in valore per le aziende. Una situazione che tende a rendere meno evidente la lettura dei dati del terzo trimestre dell’anno appena conclusosi.
Tuttavia, questo non impedisce di delineare una situazione che, secondo un’analisi dell’Osservatorio Federorafi Confindustria Moda, presenta un trend di crescita costante anche se a macchia di leopardo. 
L’Osservatorio di Federpreziosi Confcommercio, infatti,  registra una accentuata crescita a Nord Est e al Nord Ovest e meno al Centro e al Sud/Isole. In particolare il 53,6% degli associati Federpreziosi ritiene ad oggi che la situazione rimarrà invariata, mentre l’11,2% prevede un ulteriore miglioramento per il 2020 nell’andamento della propria attività, incoraggiante segnale della capacità di resilienza del settore.
Anche l’export di oreficeria-argenteria-gioielleria nell'anno appena trascorso, dopo il rallentamento del 2018 (-2,4%), è tornato a crescere su ritmi vivaci. Più in particolare, da gennaio a settembre 2019 le vendite all’estero crescono del +7,8%, per più di 5 miliardi di euro.
La solidità e la positiva performance del settore sono essenzialmente riconducibili a due fattori. In primis la conferma dell’Italia come principale fornitore dei grandi brand globali, come dimostrato dal fatto che Francia e Svizzera sono a oggi i primi importatori dei prodotti made in Italy di oreficeria e gioielleria per un valore di quasi 910 mio di euro da gennaio a settembre 2019 per la Svizzera e quasi 620 mio di euro per la Francia (con un’incidenza del 18% l’uno e del 12 % l’altro sull’intera esportazione della produzione orafo gioielliera italiana). La Francia in particolare quest’anno registra una crescita del 23,5 %.
In secondo luogo la tenuta del settore è imputabile alle politiche di sistema che l’Italia ha attivato su alcuni paesi strategici. In particolare sono significative le situazioni che si stanno registrando in Canada, dove l’abolizione dei dazi si è tradotta in una crescita di oltre il 60% del nostro prodotto su un mercato che vale oltre 80 mio di euro, e in Giappone dove la forte riduzione delle imposte doganali fa registrare una crescita che si avvicina al + 30% sul 2018.
L’importante conferma di stabile crescita arriva poi dai mercati di riferimento tradizionali per la produzione italiana: gli USA crescono di poco più del 6% andando a incidere di oltre il 10% sull’export complessivo e riprende forza l’hub distributivo di Dubai che sembra aver assorbito l’urto della recente imposizione di dazi e IVA e, dopo un periodo di forte riduzione, sta tornando ai valori pre-crisi. Resta purtroppo critica la posizione di Hong Kong a causa della forte instabilità politica del paese. - (PRIMAPRESS)