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Monte sul Lago, il borgo perugino sul Trasimeno diventa il “Paese delle Corrispondenze”

  • di RED-ROM
  • in Cultura
Monte sul Lago, il borgo perugino sul Trasimeno diventa il “Paese delle Corrispondenze”
(PRIMAPRESS) - MAGIONE (PERUGIA) - È ufficiale: Monte del Lago è il “paese delle corrispondenze”. Un cartello turistico posto durante l’apertura del Festival delle Corrispondenze che si concluderà domani nel borgo perugino, lo certifica con legittimo orgoglio.
“Da venti anni – ricorda Vanni Ruggeri, presidente del consiglio comunale con delega alla cultura del Comune di Magione – grazie al Premio Vittoria Aganoor e, oggi, anche con il Festival delle corrispondenze, Monte del lago è al centro di un fitto lavoro che vede come elemento costante la lettera. Una scelta nata, come ormai molti sanno, dai fitti carteggi che una delle cittadine più illustri di questo borgo, Vittoria Aganoor Pompilj, intratteneva con il mondo politico e culturale dell’epoca. Oggi, con il festival, Monte del lago può veramente vantarsi di essere diventato un polo culturale dove studiosi, scrittori, ricercatori si confrontano su temi storici e di attualità a trecentosessanta gradi proprio attraverso questi preziose testimonianze sia di carattere pubblico che privato”. Tra i numerosi fondi acquisiti, ci sono le carte provenienti dall’archivio privato della famiglia Moro, un patrimonio di eccezionale valore storico e civile, solo in parte consultabile, e che oltre ai documenti di carattere istituzionale legati all’attività politica e accademica dello statista, custodisce anche il cosiddetto “Carteggio di solidarietà”: un numero impressionante di lettere e telegrammi ricevuti dai familiari durante i giorni del sequestro e dopo la morte di Moro, fino a tutti gli anni Novanta. «Decenni interi in cui l’Italia – commenta Vanni Ruggeri – pare fermarsi per mettere su carta smarrimento e indignazione, riflessioni e inquietudini, paure e speranze, catalizzate sulla figura di un solo uomo: un fiume carsico di emozioni che sembravano riaffiorare e continuare a parlare distintamente, mentre mi passavano davanti i disegni dei bambini, le testimonianze di vicinanza dei potenti o le semplici parole di cordoglio di un operaio. Da questo incontro straordinario, condiviso con il gruppo di lavoro impegnato insieme a me nell’organizzazione del Festival delle Corrispondenze, è nata un’immediata intesa, una comune volontà di collaborazione, che intende concretizzarsi prima di tutto in un progetto espositivo. Una mostra-evento che, a quarant’anni dalla morte, porterà per la prima volta all’attenzione del pubblico questa eccezionale documentazione inedita, tanto più preziosa perché non istituzionale, intima, privata, e così importante per raccontare, rinunciando programmaticamente alle convenzioni più abusate, l’Italia di Moro. E ancora di più, l’Italia senza Moro”. - (PRIMAPRESS)